cos'E' per me la danza
Sento il bisogno di raccontare ciò che mi lega profondamente a questa danza, per il modo in cui è riuscita a cambiare la mia vita, liberandola dalla negazione di me stessa. Magari può essere di conforto o speranza per chi crede irraggiungibili certi traguardi!
Non mi riferisco solo al desiderio di imparare una disciplina, credo che, come tutte, ci voglia volontà, allenamento, costanza e passione per poter ottenere risultati. Parlo di qualcosa che stà alla radice di tutto..cioè all’accettazione di noi stessi a al nutrimento della nostra “anima”, che va amata, ascoltata nel bisogno e curata dai malesseri che molto spesso seppelliamo con la speranza che il tempo ce li faccia dimenticare al più presto! Cosa che non accade e ci ritroviamo a leccarci le ferite che in alcune situazioni si riaprono sanguinando. Proprio come è successo a me, nei primi approcci con la danza, più profondamente, nei primi tentativi di accettare il mio corpo e nell’essere “donna”!
Parlo di come ci si sente a non riuscire a guardarsi allo specchio, dell’imbarazzo di dover scoprire il proprio corpo e il desiderio di vivere in un altro, agli occhi degli altri più “seducente”! Della timidezza che paralizza, della paura che fa morire ogni cosa! Il non sentirsi accettati e il disprezzo verso il proprio corpo perché pensiamo sia la causa di ciò che ci è accaduto e accade… Il terrore di essere giudicati, nel momento che si vuol apparire, si vuol esprimere..si vuole amare! Nel non sentirsi e accettarsi come donna, perché per alcune essere donna può rappresentare tutt’altro che aspetti positivi!Questa ero io!..Una persona profondamente timida e insicura, in continua lotta con il mio essere che voleva esprimersi e la paura del giudizio altrui che mi paralizzava e limitava in tutto ciò che facevo!Odiavo profondamente il mio corpo, perché è stato la causa di un evento passato spiacevole che mi ha condizinato la vita! Disprezzavo me stessa e di conseguenza il mio copro, la sua bellezza, le sue curve, la sua grazia, il suo potere e quella forza vitale che premeva “dal ventre” per farmi ricordare di essere viva, di essere una “donna”, in tutto il suo splendore sensuale e femminile! A volte lo esternavo, ma pentita poi lo nascondevo! Con prepotenza riaffiorava e con paura e disprezzo lo seppellivo! Una continua lotta nel voler esprimere la mia sensualità, femminilità, dolcezza, tenerezza, la forza e la voglia di vivere, voler mostrare il mio corpo senza aver paura delle conseguenze, di un giudizio…
Molto più semplicemente nel tentativo di voler essere “Francesca”! Era come dover sfondare una porta chiusa a chiave e il mio corpo un mezzo maltrattato nel tentativo di abbattere quel muro che mi separava dal vivere! Sapevo che la soluzione era dentro di me ma non riuscivo a trovare “il mezzo” per poter sbloccare…La danza si è rivelata “la chiave” che mi ha aperto la porta ad una nuova vita! Si!! Tutto grazie all’amore e all’accettazione del proprio corpo e di noi stessi che questa danza ha il potere di trasmettere! Può sembrare assurdo riuscire in un tale cambiamento e lo comprendo. Io stessa non riuscivo a credere soprattutto dopo tanti tentativi fatti invano! Non conoscevo ancora bene la sua storia, il suo simbolismo, il suo potere antico e profondo, il suo messaggio…ma l’ho sperimentato e subito dolcemente qualcosa si è spezzato, liberando anni di pregiudizi e limitazioni…Qualcosa è successo e il mio corpo ha reagito… con le lacrime..questa volta di felicità! Non smetterò mai di dire ciò che mi ha insegnato...quanto potere ha di trasmettere un corpo in una mente sana! Quanti aspetti positivi si ha nell’essere donna, e questa danza trasmette il più importante: la capacità di dare la vita! Protetta da quel ventre che molto spesso nascondiamo, quel ventre che tratteniamo in un respiro forzato pur di renderlo piatto! Quel ventre che malediciamo perchè ci fa sentire grasse, goffe, non desiderate e poco attraenti. Quel ventre è stato il luogo della nostra crescita, la nostra culla , il nostro nutrimento, la nostra serenità e spensieratezza prima di venire al mondo! Quel ventre deve accogliere la vita! Non si può disprezzarlo..Le donne sono come la “ TIERRA, ROTONDE COME LA TERRA”… perché LA TERRA ACCOGLIE TANTE COSE! ( da “donne che corrono coi lupi”).
Poter danzare la gioia di vivere quando per molto tempo non hai vissuto la tua vita ma desiderato e subìto quella di qualcun altro. Danzare, apprezzando non di avere un corpo seducente, ma in salute, è quel che conta! Apprezzare le tue forme, accettare i tuoi lineamenti, i tuoi difetti e trasformarli in punti di forza! Capire che la bellezza non appare solo attraverso il corpo, ma ha bisogno dell’anima per manifestarsi in tutto il suo splendore! La danza può aiutarci a liberare l’istinto, la passione, la gioia, l’amore, la nostra femminilità, come la malinconia, il dolore, il tormento…ci può aiutare a sentire e a conoscere noi stessi e il nostro corpo, ad avvicinarsi ad esso nel senso più profondo! Per vedersi belle e seducenti fuori, bisogna per primo sentirselo dentro! Perciò la cosa importante è trovare quel sassolino nella scarpa che non ci permette di danzare liberamente! Prima di toglierlo bisogna accorgersi che ci sia…e accettarlo! E’ facile sviare l’ostacolo, piuttosto che fermarsi, riflettere e con la “forza” togliere la pietra che intralcia il cammino! Ci vuole forza di volontà per cambiare, per accettare le nostre paure, i nostri limiti e difetti. Umiltà e gratitudine nel riconoscere i nostri pregi e le nostre fortune! Ci vuole forza e amore verso noi stessi per attuare quella trasformazione che ci farà danzare e splendere di una luce nuova!
Se qualcosa ci spinge verso questa danza o verso altre forme d’arte un motivo c’è, per ognuna diverso, ma pur sempre un segno che ci vuole mettere di fronte ai nostri desideri, paure, o alla semplice curiosità…Niente è a caso! Perché l’anima ha bisogno di essere nutrita. “Una vita creativa è cibo e acqua per l’anima” (da donne che corrono coi lupi). Ascoltate ciò che la vostra anima vuole ardentemente: dipingere, suonare, cantare, camminare, scrivere, urlare…e se per alcune, come per me, il nutrimento dell’anima viene danzando, allora correte, saltate, girate, muovete il corpo in ogni direzione e danzate la “vostra danza”, questa danza della vita!
Non posso non ringraziare la mia famiglia, in modo particolare, le donne del mio Harem, per aver compreso “me” i miei desideri, i miei bisogni e le mie passioni, e accettato la mia scelta di vivere in pieno quest’arte, sostenendomi con amore e fiducia! Che hanno arricchito la mia vita, come la mia danza, con le loro esperienze, la loro determinazione, il loro coraggio e forza d’animo! Grazie alla mia prima fan: nonna Maria, che con la tua voglia di vivere hai contagiato tutti! Grazie per i tuoi saggi consigli e i tuoi racconti di esperienze passate che mi hanno fatto apprezzare le comodità e la fortuna di essere donna oggi! Grazie per aver creato “tutto stò casino” come dici sempre tu quando sorridendo ci conti numerosi alla tua tavola: senza di te non saremmo qui! Alla zia Rosanna, donna di grande sensibilità e femminilità. Grazie per essermi sempre vicina, nonostante la lontananza, con il tuo sostegno e incoraggiamento nel valorizzare le mie passioni..e per avermi fatto capire quanto un semplice sorriso possa aprire tutte le porte! Quel sorriso che “ora” mi accompagna nella danza come nella vita! Grazie mamma, che più di tutte mi ha insegnato ad affrontare la vita con grande forza e determinazione, che mi hai fatto comprendere quanta forza abbiamo noi donne nel momento del bisogno, quella forza, quell’istinto materno che ancora oggi mi stupisce per la sua grandiosità! Grazie per il tuo amore, il tuo appoggio, i tuoi sacrifici e la tua immensa e infinita pazienza! Più di tutto…grazie per avermi “dato la vita”, anche se in passato ti incolpavo di avermi fatto nascere! Ora sono qui, sono una donna come te, come ho sempre voluto essere!
Una donna che danza la sua vita, che gioisce nel sentire il corpo vibrare al ritmo di un tamburo, che sogna e si abbandona nel volteggiare del suo corpo tra suoni e melodie…che svela la sua femminilità lasciando cadere il velo della vergogna! Infine ma non ultime un grazie alle mie allieve, perche senza di voi non avrei potuto insegnare e crescere in questo cammino appena iniziato. Ho in mente una frase di una persona che mi disse: “vedrai quanto sarà bello poter insegnare quest’arte , perché chi ti seguirà avrà a sua volta qualcosa da insegnare a te! E così è stato! Grazie per il vostro sostegno il vostro calore e la vostra fiducia che inevitabilmente matura in me giorno dopo giorno!
Un grazie speciale a chi mi aveva detto “non ce la farai mai”, perché mi ha dato la carica giusta per non mollare e andare avanti!!
